Solidarietà a Loredana Capone per il murales offensivo comparso a Lecce

Anche la ProLoco di San Giovanni Rotondo si associa all’indignazione per “l’ ignobile, vile e degradante” murales offensivo comparso quest’oggi a Lecce ai danni dell’assessore regionale uscente
Loredana Capone.
Il commento dell presidente delle Pro Loco Unpli pugliesi, Rocco Lauciello: “A nome di tutte le 𝙿𝚛𝚘 𝙻𝚘𝚌𝚘 𝚍𝚒 𝙿𝚞𝚐𝚕𝚒𝚊 desidero esprimere piena solidarietà e umana vicinanza alla dottoressa Capone e sdegno netto e perentorio verso gente che potrebbe investire tempo e doti (tutte da acclarare) in altre faccende decisamente più nobili e costruttive”.

 

Aperte le prenotazioni per partecipare alla veglia di preghiera di Padre Pio

La tradizionale veglia del 22 settembre si svolgerà all’interno della chiesa di San Pio da Pietrelcina, con una disponibilità di 1.500 posti, per garantire il distanziamento previsto dalle misure di prevenzione per evitare il contagio da coronavirus. Pertanto sarà necessario prenotarsi, al telefonando al numero 0882 417500 e fornendo i nominativi e i numeri di telefono di ciascun fedele. E’ quanto comunicato ufficialmente dai frati cappuccini di San Giovanni Rotondo. Coinciderà con l’inizio della Causa di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio fra Modestino da Pietrelcina (al secolo Damiano Fucci), la novena in preparazione alla prossima festa liturgica di san Pio da Pietrelcina, mentre per il 23 settembre giungerà dal Vaticano il card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei Vescovi. Il 14 settembre, al termine della Messa vespertina delle ore 18, che sarà presieduta nel santuario di Santa Maria delle Grazie dall’arcivescovo di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo, padre Franco Moscone, si svolgerà infatti la sessione di Apertura dell’Inchiesta diocesana sulla vita e sulle virtù eroiche del confratello non chierico, compaesano e figlio spirituale di Padre Pio, che per 42 anni ha svolto il suo servizio di accoglienza come portinaio del convento di San Giovanni Rotondo. L’Inchiesta diocesana consisterà nella raccolta degli scritti, di tutti gli altri documenti riguardanti il Servo di Dio e delle prove testimoniali. Al termine di questo lavoro tutti gli atti saranno trasmessi alla Congregazione delle Cause dei Santi per le valutazioni di merito. Il predicatore dei successivi giorni della novena, che presiederà sempre la Celebrazione Eucaristica delle ore 18, sarà fr. Luciano Lotti, segretario generale dei Gruppi di preghiera di Padre Pio, direttore della rivista Studi su Padre Pio, responsabile dell’Archivio di Padre Pio, guardiano del Convento di San Severo e responsabile della locale biblioteca “Benedetto Nardella”. La mattina del 20 settembre, alle ore 10,00, si svolgerà la consueta liturgia di Commemorazione delle stimmate di san Pio da Pietrelcina, presieduta da fr. Maurizio Placentino, ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini della Provincia religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio. Saranno sempre due le solenni Concelebrazioni Eucaristiche del 23 settembre, giorno della festa liturgica di san Pio da Pietrelcina: quella delle ore 11,00, presieduta dal card. Lorenzo   Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei Vescovi, e quella delle ore 17, presieduta dall’arcivescovo diocesano, padre Franco Moscone. Anche queste si svolgeranno nella chiesa di San Pio da Pietrelcina e sarà necessario prenotarsi allo stesso numero per poter avere certezza di potervi accedere. La giornata si concluderà con un concerto del coro polifonico Deum laudamus di San Marco in Lamis, diretto dal maestro Antonio Claudio Bonfitto. Tutte le celebrazioni saranno trasmesse in diretta da Padre Pio Tv (canale 145 del digitale terrestre; 445 della piattaforma satellitare Tivùsat; 852 della piattaforma satellitare Sky) e da Radio Padre Pio (frequenze per San Giovanni Rotondo e dintorni: 99,700 MHz e 90,200 MHz in FM).

Avviso anno 2020 per l’erogazione di contributi alle associazioni turistiche ProLoco

Con Determinazione Dirigenziale della Sezione Turismo n. 96/2020 è stato approvato l’Avviso anno 2020 per  l’erogazione di contributi alle associazioni turistiche pro loco.

L’Avviso, in attuazione delle Linee guida approvate con Deliberazione di Giunta Regionale n. 1067 del 9 luglio 2020,  definisce una serie articolata di disposizioni operative e fornisce i criteri generali e le disposizioni procedurali per la concessione del contributo, ai sensi dell’art. 12 della Legge regionale 11 giugno 2018 n. 25, nell’ambito dello stanziamento finanziario disposto con la Deliberazione di Giunta Regionale n. 682/2020.

La somma, complessivamente messa a bando per l’esercizio finanziario 2020, in termini di contributo, è pari ad euro 250.000,00.

Possono presentare proposte progettuali esclusivamente le pro loco aventi sede nel territorio regionale  iscritte, alla data di presentazione della domanda, all’albo regionale di cui all’art. 3 della Legge regionale n. 25/2018.

La domanda può essere presentata da singole pro loco o da più pro loco in forma associata. Le pro loco, per poter presentare domanda in forma associata, dovranno aggregarsi mediante scrittura privata che contenga:

  1. l’elenco delle pro loco partecipanti all’aggregazione, in numero non inferiore a 3, con l’indicazione, per ognuna, dell’avvenuta iscrizione all’albo regionale di cui all’art. 3 della Legge regionale n. 25/2018. Nel caso in cui anche una sola pro loco facente parte dell’aggregazione non risulti iscritta all’albo regionale di cui all’art. 3 della L.R. 25/2018, la domanda di contributo è inammissibile;
  2. l’individuazione di una pro loco capofila che presenterà la proposta progettuale per conto dell’aggregazione, e che sarà l’unica referente per la tenuta dei rapporti con la Regione ed il soggetto a cui la Regione liquiderà il finanziamento concesso.

Ogni pro loco potrà fare parte di una sola aggregazione e potrà presentare una sola proposta progettuale.

Le proposte progettuali dovranno riguardare la realizzazione di una o più delle seguenti attività, in grado di generare flussi turistici a livello locale, nonché di provenienza nazionale o estera, nel rispetto delle normative vigenti per l’esercizio delle attività e professioni turistiche:

  • attività di valorizzazione del patrimonio storico, culturale, naturalistico, ambientale, artistico ed enogastronomico, quali visite guidate, escursioni, esperienze locali di carattere enogastronomico (es. degustazioni, laboratori), attività ricreative, videoproiezioni, installazioni creative, performance artistiche ecc;
  • attività di promozione del territorio di riferimento e dei suoi prodotti tipici dell’artigianato ed enogastronomia;
  • organizzazione, anche in collaborazione con enti pubblici e/o privati, di iniziative quali servizi di accoglienza, assistenza ed informazione turistica.

Gli interventi finanziabili a valere sul presente Bando dovranno concludersi entro il 31 dicembre 2020.

Le proposte progettuali vanno inviate da ciascun soggetto richiedente alla Sezione Turismo, esclusivamente tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) all’indirizzo prolocopuglia@pec.rupar.puglia.it, indicando nell’oggetto della PEC “Avviso 2020 per la erogazione di contributi alle associazioni turistiche pro loco”, utilizzando la modulistica allegata al presente avviso, disponibile nel sito internet istituzionale della Regione Puglia sulla pagina Avviso anno 2020 per la erogazione di contributi alle associazioni turistiche pro loco.

Le proposte possono essere presentate a far data dal giorno successivo a quello di pubblicazione del presente Avviso sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia (BURP), avvenuta in data 13 agosto 2020, sino ad esaurimento risorse e comunque non oltre il termine massimo del 15 ottobre 2020.

La Commissione, nominata con Atto Dirigenziale, procede alla valutazione delle domande presentate e ammissibili, in base all’ordine cronologico di presentazione, determinato dall’attestazione di accettazione della PEC di trasmissione dell’istanza all’indirizzo PEC indicato.

Il Responsabile del Procedimento è il dott. Antonio Longo, funzionario della Sezione Turismo della Regione Puglia, a.longo@regione.puglia.it. Per ulteriori informazioni o chiarimenti sulla procedura, i soggetti interessati posso inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica certificata prolocopuglia@pec.rupar.puglia.it, specificando in oggetto “Chiarimenti Avviso anno 2020 per la erogazione di contributi alle pro loco”, oppure possono telefonare al numero 080.5406950 nei giorni dal lunedì a venerdì dalle ore 10.00 alle ore 11.30.

In arrivo le risorse regionali per le ProLoco di Puglia

Abbiamo approvato in Giunta le linee guida per la concessione di contributi alle Pro Loco di Puglia che, per il 2020, possono usufruire di uno stanziamento di 250 mila euro con una procedura a sportello. Adesso la Regione può essere più efficace nel sostenere le Pro Loco che rappresentano un tassello fondamentale del sistema di accoglienza della Puglia, con le loro attività di promozione e valorizzazione turistica che offrono a turisti e cittadini pugliesi. L’Accoglienza è fondamentale per i turisti che richiedono sempre più informazioni e suggerimenti su collegamenti, itinerari, paesaggio e cultura di un luogo. Ma lo è anche per i comuni pugliesi che possono farsi conoscere e offrire uno spaccato della propria comunità, del proprio territorio e della propria storia. Le Pro Loco hanno fatto un salto di qualità nel livello dei servizi offerti in questi ultimi anni. Da centri di informazione si stanno trasformando in centri propulsori della cultura locale, punti di contatto per sperimentare i territori pugliesi“, questo quanto affermato dall’assessore regionale all’Industria culturale e turistica Loredana Capone, in seguito all’approvazione in giunta di uno stanziamento di contributi alle Pro Loco pugliesi che presenteranno progetti in forma singola o associata.

Il bando è rivolto ad attività di valorizzazione del patrimonio storico, culturale, naturalistico, ambientale, enogastronomico, ad attività di promozione del territorio di riferimento e dei suoi prodotti tipici dell’artigianato e dell’enogastronomia, a organizzazione, anche in collaborazione con enti pubblici e/o privati, di iniziative quali servizi di accoglienza, assistenza ed informazione turistica.

Termine per la presentazione dei progetti fissato al 15 ottobre 2020.

Soddisfazione è stata espressa dal presidente delle Pro Loco pugliesi Rocco Lauciello: “Dopo due anni dall’approvazione della legge in materia di ‘Disciplina delle associazioni Pro Loco’, ecco un altro importante intervento dell’Ente Regione a sostegno delle Pro Loco di Puglia. E’ la dimostrazione che la Regione Puglia, ancora una volta, ha valutato positivamente l’operato instancabile, la professionalità indiscussa e l’attaccamento emotivo al territorio delle nostre Pro Loco“, spiega Lauciello, “Grazie al presidente Michele Emiliano e, in particolar modo, all’assessore Loredana Capone per farci sentire in maniera costante la vicinanza istituzionale con queste iniziative volte a rendere sempre più incisivo il lavoro delle Pro Loco pugliesi. Nei prossimi giorni toccherà alle Pro Loco presentare dunque, in forma singola o aggregandosi, dei progetti validi ed efficaci per la promozione e la valorizzazione dei loro territori di pertinenza. Un’occasione straordinaria per tornare a mettere in campo, dopo uno stop forzato, passione, dedizione e competenza“.

Al via il tesseramento della ProLoco di San Giovanni Rotondo

Partirà il prossimo 6 luglio la campagna di tesseramento della ProLoco di San Giovanni Rotondo. Dopo la pausa forzata delle attività dovute all’emergenza Coronavirus, l’associazione riapre le porte per permettere a chi ha a cuore lo sviluppo e la promozione di San Giovanni Rotondo, città che ha nel turismo e nell’accoglienza il proprio motore economico, di partecipare attivamente alle tante iniziative che saranno messe in campo nei prossimi mesi.

“I mesi di stop determinati dall’emergenza sanitaria ci hanno dato la possibilità di programmare le attività che andremo a proporre nelle prossime settimane”, spiega il presidente Michele Gemma. “L’iniziativa messa in campo in piena emergenza, seminari e formazione gratuita per tutti gli operatori del settore, ha sortito l’effetto di riaccendere i riflettori sul turismo, settore fortemente segnato, in negativo, dalla pandemia e che sta provando a rialzarsi tra diverse difficoltà. Nostra intenzione – continua il presidente – è quella di creare un circuito virtuoso che riesca a riposizionare l’intera città in una scala internazionale puntando su quella che è la storia, le tradizione e la cultura dei suoi abitanti. In questa ottica abbiamo deciso di spalancare le porte dell’associazione a tutte quelle persone che vogliono dare il proprio importante contributo. Il tesseramento – è la chiosa del presidente – consentirà di procedere anche ad una riorganizzazione delle cariche sociali”.

La quota di tesseramento è fissata in 15 euro ed è valida un anno. Sarà possibile aderire alla ProLoco presentando la richiesta attraverso il sito www.prolocosgr.com, a partire dal 6 luglio, o rivolgendosi direttamente al Presidente.

“Un mese di consulenza gratuita per le aziende turistiche del territorio”

Dopo il Coronavirus: “Un supporto concreto per ripartire uniti, per ripartire forti”

Gran parte dell’economia e della ricchezza della città di San Giovanni Rotondo si fonda sul turismo e le sue declinazioni. Settore, quest’ultimo, letteralmente paralizzato dal Covid 19. “E’, certamente, uno dei settori che sta pagando il prezzo più alto dell’emergenza sanitaria”, asserisce Michele Gemma presidente della sezione locale della Pro Loco. “Tutti siamo in attesa che passi e allo stesso tempo stiamo, ognuno nelle sue competenze, cercando di capire come ripartire. Ripartenza che avverrà in un mondo probabilmente stravolto o che, quanto meno, ci ha cambiato. Dovremo adeguare l’offerta locale a nuovi visitatori, con nuove abitudini e nuove esperienze. Dovremo – continua il presidente – ripartire da noi stessi, con maggior forza, dimostrando di essere una comunità matura e unita nell’obiettivo della crescita. Per questi motivi abbiamo deciso, come Pro Loco, di offrire un supporto concreto alla città ed al suo sviluppo: un corso di formazione gratuita (5 appuntamenti) per tutti coloro che sono impegnati nel settore turistico”.

La formazione, specialmente in questo momento di rallentamento globale, riveste un fattore fondamentale: “Tutti saremo chiamati ad una nuova sfida – prosegue Gemma -. Confronto che sarà più facile da sostenere se ci arriviamo preparati. Siamo convintissimi che offrire gratuitamente un corso di formazione, tenuto da consulenti specializzati e certificati, sia l’unica strada per ripartire più forti”.

La proposta della Pro Loco inoltre consentirà di ottenere una consulenza gratuita, da parte di FormaMentis di Sara Manti – consulente -, della durata di un mese a tutte le strutture ricettive, attività commerciali e filiera del turismo e per chiunque desideri guardare alla propria attività con nuovi occhi e rintracciare nuove opportunità”.

Info
Ufficio Stampa Pro Loco
dott. Leonardo Fania
cell.: 379.1649709

San Giovanni Rotondo, il luogo della conversione di Camillo de’ Lellis

Il 2 febbraio 1575, all’età di 25 anni, il giovane Camillo de Lellis abbandona per sempre la vita sbandata e dissoluta condotta fino a quel momento per dedicarsi completamente ai più bisognosi. La sua conversione avviene in Puglia, nella cosiddetta “Valle dell’inferno”, lungo la strada che collega San Giovanni Rotondo a Manfredonia.

La storia della sua conversione

Camillo, soldato di ventura e giocatore incallito, era giunto a Manfredonia da Napoli per cercare fortuna, riducendosi a fare il mendicante davanti alla chiesa di San Domenico. Qui viene notato da un nobile del luogo, Antonio di Nicastro, procuratore dei padri Cappuccini, che gli chiede di lavorare come manovale alla costruzione di un convento e dell’annessa chiesa. Dopo un po’ di titubanza, Camillo accetta.

Nei sessanta giorni in cui è ospite dei frati, l’armonia dei loro canti e la potente testimonianza delle loro azioni lavorano inconsapevolmente dentro di lui, preparandolo all’incontro con Dio. Il primo febbraio 1575 Camillo giunge a San Giovanni Rotondo, per portare viveri ai frati del locale convento. Qui viene accolto dal guardiano padre Angelo, che si intrattiene con lui nel pergolato dell’orto e gli fa “un breve ragionamento spirituale”, parlandogli di Dio e del senso sell’esistenza.  Camillo si commuove, è fortemente scosso.

Al mattino del 2 febbraio, festa della Purificazione della Vergine Maria, riparte in direzione di Manfredonia. Qui, sull’altopiano pietroso del Gargano, avviene la sua conversione. “Ah, misero me, che grande cecità è stata la mia vita senza conoscere prima il mio Signore! Perché non mi sono speso per servirlo? Perdona Signore, perdona a questo gran peccatore”, esclama a gran voce.

Da allora, i Camilliani ricordano il 2 febbraio 1575 come giorno della conversione di san Camillo, adoperandosi perché la memoria dell’evento non vada perduta, e custodendo quei luoghi simbolici della Puglia, meta ogni anno di pellegrinaggi e momenti di preghiera.

 

Padre Pio e San Camillo

Era il 18 agosto del 1958 quando il camilliano Padre Pietro Santoro era a S. Giovanni Rotondo per partecipare all’Eucaristia celebrata da Padre Pio sul piazzale dinanzi alla nuova Chiesa, dove era stato preparato un Altare. I fedeli erano tanti e circondavano come un grande abbraccio il santo del gargano. Padre Pietro voleva a tutti i costi parlare con lui ed attese Padre Pio dopo la Messa. Era accompagnato “sacerdote amico”. Padre Pietro attese il suo passaggio. “Ed eccolo, Lo vidi giù in fondo alla scala che si accingeva a a salire. Mi vide e sorridente, mentre saliva, esclamò: Ecco un Camilliano. Poi avvicinandosi e porgendomi la mano da baciare, mi disse: Da dove vieni… Dalla Sicilia Padre Pio, risposi. E Lui, accarezzandomi la testa riprese: Questo Siciliano… lo sa Padre – riprese P. Pio – lo sa che io sto alla cella n. 5 occupata un tempo da S. Camillo? – era la cella degli ospiti – Sì, risposi. E Lui: Ma non sa una cosa!… che S. Camillo la abitò una sola notte e si fece santo… ed io che vi abito da trenta anni sono ancora un povero diavolo… e scoppiò in una fragorosa risata, mentre ridandomi la mano da baciare mi salutò dicendo: Preghi per me.

Nati nello stesso giorno dell’anno, il 25 maggio, del 1550 San Camillo e del 1887 San Pio, i due uomini di Dio sono testimoni in grado eroico della Carità e della Passione del Signore : Padre Pio portando visibilmente nel corpo le Stimmate del Cristo Crocifisso, Padre Camillo in cinque parte del corpo infermità pesanti – da lui chiamate le “cinque misericordie del Signore” – che ugualmente lo tennero strettamente unito al Cristo Crocifisso, servito e venerato nei fratelli ammalati: “…habbiate sempre à mente questa sententia che chi serve et ministra gli Infermi, et poveri, serve et ministra à Christo nostro Redentore…”

fonte: teleradiopadrepio.it

Il Carnevale di San Giovanni Rotondo

C’era una volta il Carnevale

Articolo di Michele Capuano tratto da “Lo Sperone Nuovo”, 10 febbraio 1990.

Molti anni fa, per tutto il corso degli anni Venti, il Carnevale sangiovannese non era proprio sullo stesso ritmo di quello odierno. Anche se, allora come adesso, erano in atto aspirazioni confuse di carattere liberatorio, e un vero e proprio bisogno fisico di evasione dalla realtà.

Esso cominciava il 17 gennaio, giorno della ricorrenza di Sant’Antonio Abate (non per niente un vecchio  proverbio sentenziava: Sant’Antòne, màsckure e sóne), quando apparivano le prime sagome di ragazzotti, che circolavano per le strade col camicione della nonna e con la faccia piena di farina.

Ma erano solo lontane avvisaglie. Perché dopo, per i quaranta giorni prima delle Ceneri, se ne vedevano nelle piazze di tutti i colori, mentre dovunque l’estro del popolo tirava in ballo anche gli adulti, e perfino le donne, travestiti  immancabilmente con l’abito dei signori, che sfoggiavano come una divisa con decoro e dignità.

Tipicamente, i giovani validi uscivano in piazza con tuba e marsina e bastoncino dal pomo di argento, mentre le donne si destreggiavano in lunghe vesti di broccato, piene di trine, di sbuffi, di merletti e di ori, in una piacevole promiscuità di colori e di forme.

Più modestamente altri giravano vestiti da spettri (tunica bianca, e bartino con fiocco tirato all’indietro), rumoreggiando a non finire con un pestello metallico, che strofinavano ritmicamente sopra un mortaio di bronzo, e salmodiando ad alta voce:

J’ la tènghe ‘na cosa dura: lu murtàle che llu pesatùre!

Ilarità, doppio senso, allusioni e frecciate.

Ma tutto serviva a tenere sveglia l’attenzione del pubblico, con un’allegria disinvolta che si faceva contagiosa.

Anche in famiglia, ogni giovedì del nevoso febbraio, le massaie facevano a gara nel preparare cibi robusti, che andavano dalle strascenàte col sugo di castrato, ai brodi di agnello arricchiti con uova, e soprattutto alle carni del porco ammazzato a Natale, con le sue nnògghie arrostite alla brace, le sue salsicce, le soppressate e la ventresca affumicata.

Erano i festosi giovedì grassi, che oltre a soddisfare appetiti gagliardi, avevano il dono di tenere legata la famiglia alla tavola, a cominciare dal vecchio nonno catarroso e sentenzioso, all’ultimo cacchiotto che razzolava tra le gambe paterne.

* * *

Ed eccoci ai tre giorni che precedevano le Ceneri.

L’antivigilia il boom delle maschere raggiungeva il suo clou, con quel dilagare dalla mattina per vicoli e piazze, con quella Frenetica giovialità, sostenuta dai suoni strani dei scisciuli, dei tamburelli e dei bùchete e bbu, e soprattuto con le paperejàte estrose e bizzarre, che lasciavano nella gente il più suggestivo ricordo.

Piccoli gruppi mascherati penetravano liberamente in tutte le case, perché nessuno li poteva scacciare. Ed ecco che subito s’improvvisava una tarantella festosa, seguita sempre dalla bicchierata, coi tarallucci e le pizze offerti dagli ospiti.

Alla vigilia tutto il cancan sembrava quasi smorzarsi, un poco per la stanchezza, e un poco forse a riprender fiato per l’ultimo giorno di festa, quando il tumulto tornava ad esplodere con rinnovato entusiasmo.

Si ricominciava, ovviamente, dalla mattina per tempo, coi soliti lazzi e risate, e le solite bizze e stranezze di parole e di gesti.

Poi, a mezzogiorno, la grande abbuffata. E poco più tardi, nel primo pomeriggio, il corteo degli schiavoni. Erano i cavalieri venuti da lontano – dalle pianure della Schiavonia – che vestivano alla francese come giovani paggi (calze rosse e violacee tirate fino agl’inguini, giustacuore di seta di tinta più scura, camicia bianca con maniche a sbuffo, e spadino alla cintola) che cavalcavano grossi stalloni dalle gualdrappe stupende, fatto di coperte multicolori di velluto o di seta, adagiato sulla groppa come nei tornei d’oltremare.

Portavano in mano un arnese di legno (lu passétte o mètre), che scatava e si allungava fino ai balconi, per offrire alle ragazze un fiore stilizzato, che sembrava un omaggio alla loro bellezza , ma che in realtà era una scelta, o un segnale d’intesa per un incontro d’amore.

Erano affiancati lungo il percorso dai palafrenieri appiedati, che li rifornivano continuamente di fiori di carta,mentre alle spalle tumultuavano lunghe code di maschere.

Naturalmente ognuno si sfrenava in maniera diversa.

E c’era chi gettava farina ai passanti, col gusto d’imbrattane i vistosi costumi, e chi avviava sulle basole saltarelli provocatori, in mezzo a lazzi e contorsioni di sapore dionisiaco.

Ancora più tardi, alle prime ombre, ecco il tràino senza baracchini del Carnevale morente, rappresentato da un fantoccio riempito di paglia, con gote accese e naso a patata, che percorreva il corso di sopra fino a sera inoltrata,quando, in previsione della sua morte imminente, vi si accodavano torme di donne scapigliate e dolenti, che incominciavano a battersi il petto con altissime grida.

Carnevale si ribrezzava nel suo trono di legno, e ogni tanto sembrava reagire agli scossoni del carro.

Ma tutto questo durava il tempo per arrivare alla mezzanotte, quando la morte lo sorprendeva in una specie di dormiveglia, e tutta la folla impazzita ne piangeva la scomparsa tra lazzi, urli e gesti disperati. Ancora un attimo, ed ecco il rogo al centro della piazza, dove Carnevale veniva gettato per cremarne la salma, mentre il vortice dei clamori arrivava alle stelle.

Il giorno seguente, prima di Quaresima, tutto tornava stranamente nel grigiore di sempre.

La gente entrava nelle chiese, e ne usciva pensierosa coi capelli cosparsi di cenere.

Comparivano in mezzo ai vicoli le quarantàne, che erano dei fusi vestiti da donna, con una patata al posto dei i piedi, in cui s’infilavano ben sette penne (quante erano le settimane tra il Carnevale e la Pasqua), che si tenevano appese a un filo tra due finestre prospicienti, e che si spennavano gradatamente, in ragione di una penna ogni sette giorni.

La Quaresima veniva interrotta la prima domenica la prima domenica dopo le Ceneri, per celebrare

il Carnuvalicchie, o festa della Pentolaccia, quando con la scusa di rompere la pignata – che era un recipiente pieno di confetti e di dolci casalinghi – si suonava e si ballava in ogni casa.

Poi la gente rientrava in silenzio nella vita di ogni giorno.

Finita la grascia e scartate le danze, tutte le famiglie si affidavano alla più rigorosa parsimonia.

Nessuno voleva più saperne di carni e di sbornie.

C’era qualcuno che si adattava al più stretto digiuno. E c’era chi, volendo fare con la propria testa, andava a comprarsi un’aringa salata, su cui strofinare la sua fetta di pane, nell’unico pasto della giornata.

Veramente sacrosante le parole del vecchio proverbio:

Carnuvale nfùsse all’ogghie, jòje li maccarùne e cra’ li fogghie!

 

 

Programma della peregrinatio della Madonna di Częstochowa a San Giovanni Rotondo

È stato definito il programma degli eventi della peregrinatio dell’icona pellegrina della Madonna Nera di Częstochowa a San Giovanni Rotondo, che riportiamo di seguito:

Lunedì 11 novembre

Eliporto

ore 15,30: arrivo dell’immagine della Madonna Nera di Czestochowa;

accoglienza da parte delle Autorità religiose, civili e militari.

Piazza Padre Pio

ore 16,00: accoglienza della popolazione e fiaccolata verso il Santuario;

sosta presso il Palazzo di città.

Santuario di Santa Maria delle Grazie

ore 18,00: Celebrazione Eucaristica presieduta da padre Zbigniew Golebiewski, Ordine di San Paolo primo eremita – Santuario di Jasna Góra;

ore 20,45: santo Rosario meditato e velamento dell’Icona.

Martedì 12 novembre

Santuario di Santa Maria delle Grazie

nella mattinata sante Messe ad orario (6,30 – 7,30 – 8,30 – 10,00);

ore 07,00: solenne svelamento dell’Icona e celebrazione comunitaria delle Lodi mattutine;

ore 12,30: Angelus e preghiera alla Madonna Nera di Czestochowa;

ore 17,15: santo Rosario meditato;

ore 18,00: Celebrazione Eucaristica presieduta da mons. Slawomir Oder, postulatore della Causa di canonizzazione di san Giovanni Paolo II;

a seguire mons. Oder terrà una conferenza sul tema: “La devozione di Karol Wojtyla per      la Madonna di Czestochowa”;

ore 19,30: celebrazione comunitaria dei Vespri;

ore 20,45: santo Rosario meditato e velamento dell’Icona.

Mercoledì 13 novembre

Santuario di Santa Maria delle Grazie

nella mattinata sante Messe ad orario (6,30 – 7,30 – 8,30 – 10,00);

ore 07,00: solenne svelamento dell’Icona e celebrazione comunitaria delle Lodi mattutine;

ore 12,30: Angelus e preghiera alla Madonna Nera di Czestochowa;

ore 16,00: pellegrinaggio della Parrocchia di San Leonardo abate in San Giovanni Rotondo;

ore 17,15: santo Rosario meditato;

ore 18,00: Celebrazione Eucaristica presieduta da don Pasquale Fiore, vice parroco di San Leonardo abate;

ore 19,30: celebrazione comunitaria dei Vespri;

ore 20,45: santo Rosario meditato e velamento dell’Icona.

Giovedì 14 novembre

Inizio triduo in preparazione alla festa di santa Elisabetta d’Ungheria

Patrona dell’Ordine Francescano Secolare

Santuario di Santa Maria delle Grazie

nella mattinata sante Messe ad orario (6,30 – 7,30 – 8,30 – 10,00);

ore 07,00: solenne svelamento dell’Icona e celebrazione comunitaria delle Lodi mattutine;

ore 12,30: Angelus e preghiera alla Madonna Nera di Czestochowa;

ore 17,15: santo Rosario animato dall’Ordine Francescano Secolare;

ore 18,00: Celebrazione Eucaristica presieduta da fr. Aldo Broccato, OFM Cap.,

Convento di san Pio da Pietrelcina in San Giovanni Rotondo;

ore 19,30: celebrazione comunitaria dei Vespri;

ore 20,45: “Con Maria adoriamo il Signore” Adorazione eucaristica presieduta da fr. Pasquale Cianci, OFM Cap., responsabile della Pastorale giovanile vocazionale della Provincia religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio – Foggia;

velamento dell’Icona.

Venerdì 15 novembre 

Santuario di Santa Maria delle Grazie

nella mattinata sante Messe ad orario (6,30 – 7,30 – 8,30 – 10,00);

ore 07,00: solenne svelamento dell’Icona e celebrazione comunitaria delle Lodi mattutine;

ore 12,30: Angelus e preghiera alla Madonna Nera di Czestochowa;

a seguire trasferimento della venerata Icona presso Casa Sollievo della Sofferenza;

ore 17,15: santo Rosario animato dall’Ordine Francescano Secolare (triduo a santa Elisabetta);

ore 18,00: Celebrazione Eucaristica presieduta da fr. Aldo Broccato, OFM Cap.;

ore 20,45: Preghiera sotto la croce.

Sabato 16 novembre

 Santuario di Santa Maria delle Grazie

nella mattinata sante Messe ad orario (6,30 – 7,30 – 8,30 – 10,00);

Casa Sollievo della Sofferenza

ore 16,00: rientro dell’immagine della Madonna Nera di Czestochowa presso il Santuario di Santa Maria delle Grazie.

Santuario di Santa Maria delle Grazie

ore 17,15: santo Rosario animato dall’Ordine Francescano Secolare (triduo a santa Elisabetta);

ore 18,00: Celebrazione Eucaristica presieduta da fr. Aldo Broccato, OFM Cap.;

ore 19,30: celebrazione comunitaria dei Vespri;

ore 20,45: santo Rosario meditato e velamento dell’Icona.

Domenica 17 novembre

XXXIII del Tempo per annum

Festa di sant’Elisabetta d’Ungheria, patrona dell’Ordine Francescano Secolare

Santuario di Santa Maria delle Grazie

nella mattinata sante Messe ad orario (6,30 – 8,30 – 10,00);

ore 07,00: solenne svelamento dell’Icona.

Chiesa di San Pio da Pietrelcina

Cenacolo di preghiera

ore 11,30: Celebrazione Eucaristica presieduta da padre Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo;

Santuario di Santa Maria delle Grazie

ore 12,30: Angelus e preghiera alla Madonna Nera di Czestochowa;

ore 17,15: santo Rosario animato dall’Ordine Francescano Secolare;

ore 18,00: Celebrazione Eucaristica presieduta da fr. Timoteo D’Addario, OFM Cap., assistente dell’Ordine Francescano Secolare di San Giovanni Rotondo;

ore 19,30: Celebrazione Eucaristica;

ore 20,45: santo Rosario meditato e velamento dell’Icona.

Lunedì 18 novembre

 Santuario di Santa Maria delle Grazie

nella mattinata sante Messe ad orario (6,30 – 7,30 – 8,30 – 10,00);

ore 07,00: solenne svelamento dell’Icona e celebrazione comunitaria delle Lodi mattutine;

pellegrinaggi delle scuole;

ore 12,30: Angelus e preghiera alla Madonna Nera di Czestochowa;

ore 16,00: pellegrinaggio della parrocchia di Sant’Onofrio anacoreta in San Giovanni Rotondo;

ore 17,15: santo Rosario meditato;

ore 18,00: Celebrazione Eucaristica presieduta da don Leo Abbascià, parroco di Sant’Onofrio anacoreta;

ore 19,30: celebrazione comunitaria dei Vespri;

ore 20,45: santo Rosario meditato e velamento dell’Icona.

Martedì 19 novembre

Santuario di Santa Maria delle Grazie

nella mattinata sante Messe ad orario (6,30 – 7,30 – 8,30 – 10,00);

ore 07,00: solenne svelamento dell’Icona e celebrazione comunitaria delle Lodi mattutine;

pellegrinaggi delle scuole;

ore 12,30: Angelus e preghiera alla Madonna Nera di Czestochowa;

ore 16,00: pellegrinaggio della parrocchia della Trasfigurazione del Signore in San Giovanni Rotondo;

ore 17,15: santo Rosario meditato;

ore 18,00: Celebrazione Eucaristica presieduta da don Michele Buenza, parroco della Trasfigurazione del Signore;

ore 19,30: celebrazione comunitaria dei Vespri;

ore 20,45: santo Rosario meditato e velamento dell’Icona.

Mercoledì 20 novembre

Santuario di Santa Maria delle Grazie

nella mattinata sante Messe ad orario (6,30 – 7,30 – 8,30 – 10,00);

ore 07,00: solenne svelamento dell’Icona e celebrazione comunitaria delle Lodi mattutine;

pellegrinaggi delle scuole;

ore 12,30: Angelus e preghiera alla Madonna Nera di Czestochowa;

ore 16,00: pellegrinaggio della parrocchia di San Francesco d’Assisi in San Giovanni Rotondo;

ore 17,15: santo Rosario meditato;

ore 18,00: Celebrazione Eucaristica presieduta da fr. Leone Di Maggio, OFM Cap., parroco di San Francesco d’Assisi;

ore 19,30: celebrazione comunitaria dei Vespri;

ore 20,45: santo Rosario meditato e velamento dell’Icona.

Giovedì 21 novembre

Memoria della Presentazione della Beata Vergine Maria

Santuario di Santa Maria delle Grazie

nella mattinata sante Messe ad orario (6,30 – 7,30 – 8,30 – 10,00);

ore 07,00: solenne svelamento dell’Icona e celebrazione comunitaria delle Lodi mattutine;

pellegrinaggi delle scuole;

ore 12,30: Angelus e preghiera alla Madonna Nera di Czestochowa;

ore 16,00: pellegrinaggio delle Famiglie religiose presenti sul territorio;

ore 17,15: santo Rosario meditato;

ore 18,00: Celebrazione Eucaristica presieduta da fr. Francesco Dileo, OFM Cap., rettore del Santuario di san Pio da Pietrelcina;

ore 19,30: celebrazione comunitaria dei Vespri;

ore 20,45: “Con Maria adoriamo il Signore” Adorazione eucaristica presieduta da fr. Nicola Monopoli, OFM Cap., responsabile della pastorale giovanile del Santuario di san Pio da Pietrelcina;

velamento dell’Icona.

Venerdì 22 novembre

Santuario di Santa Maria delle Grazie

nella mattinata sante Messe ad orario (6,30 – 7,30 – 8,30 – 10,00);

ore 07,00: solenne svelamento dell’Icona e celebrazione comunitaria delle Lodi mattutine;

pellegrinaggi delle scuole;

ore 12,30: Angelus e preghiera alla Madonna Nera di Czestochowa;

ore 16,00: pellegrinaggio della parrocchia di San Giuseppe artigiano in San Giovanni Rotondo;

ore 17,15: santo Rosario meditato;

ore 18,00: Celebrazione Eucaristica presieduta da don Vincenzo D’Arenzo, parroco di San Giuseppe artigiano;

ore 19,30: celebrazione comunitaria dei Vespri;

ore 20,45: santo Rosario meditato e velamento dell’Icona.

Sabato 23 novembre

Santuario di Santa Maria delle Grazie

nella mattinata sante Messe ad orario (6,30 – 7,30 – 8,30 – 11,30);

ore 07,00: solenne svelamento dell’Icona e celebrazione comunitaria delle Lodi mattutine;

ore 12, 00: Angelus e preghiera alla Madonna Nera di Czestochowa;

ore 16,00: pellegrinaggio dell’UNITALSI;

ore 17,15: santo Rosario meditato;

ore 18,00: Celebrazione Eucaristica presieduta da mons. Felice Di Molfetta, assistente spirituale dell’UNITALSI – Sezione pugliese;

ore 19,30: celebrazione comunitaria dei Vespri;

ore 20,45: Veglia di preghiera Mariana presieduta da fr. Giovanni Delli Carri, OFM Cap., assistente della Gioventù Francescana (Gi.Fra.) di San Giovanni Rotondo;

velamento dell’Icona.

Domenica 24 novembre

Solennità di Cristo Re

Santuario di Santa Maria delle Grazie

nella mattinata sante Messe ad orario (6,30 – 8,30);

ore 07,00: Angelus e solenne svelamento dell’Icona.

Chiesa di San Pio da Pietrelcina

ore 10,00: Celebrazione Eucaristica presieduta da padre Franco Moscone.

A seguire TRASLAZIONE DELLA RELIQUIA DEL CORPO DI SAN PIO DA PIETRELCINA PRESSO LA CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE.

Santuario di Santa Maria delle Grazie

ore 12, 00: Angelus e preghiera alla Madonna Nera di Czestochowa;

ore 17,15: santo Rosario meditato;

ore 18,00: Celebrazione Eucaristica presieduta da fr. Maurizio Placentino, OFM Cap., ministro provinciale di Sant’Angelo e Padre Pio – Foggia;

ore 19,30: Celebrazione Eucaristica presieduta da fr. Carlo M. Laborde, OFM Cap., guardiano del Convento di san Pio da Pietrelcina;

ore 20,45: santo Rosario meditato e velamento dell’Icona.

Lunedì 25 novembre

Santuario di santa Maria delle Grazie

ore 06,30: Celebrazione Eucaristica presieduta da fr. Francesco Dileo, OFM Cap.;

ore 07,15: Angelus e preghiera alla Madonna Nera di Czestochowa;

ore 08,00: partenza dell’Icona della Madonna Nera di Czestochowa per Jasna Góra – Polonia.

La Madonna di Częstochowa a San Giovanni Rotondo

L’icona pellegrina della Madonna Nera di Częstochowa, venerata come Regina della Polonia, di cui era molto devoto san Giovanni Paolo II, sarà a San Giovanni Rotondo dall’11 al 25 novembre, presso il santuario di Santa Maria delle Grazie.

Con questo evento i Frati Minori Cappuccini intendono dare inizio alle celebrazioni per il centesimo anniversario della nascita di san Giovanni Paolo II, il Papa che ebbe un rapporto personale con Padre Pio, sotto il cui pontificato furono sbloccati gli impedimenti all’inizio della Causa di beatificazione e canonizzazione e che personalmente proclamò prima beato (2 maggio 1999) e poi santo (16 giugno 2002) il mistico Frate di Pietrelcina.

Tra l’altro, il Santuario di Częstochowa è legato a un’altra espressione di devozione da parte di Karol Wojtyla nei confronti di Padre Pio. Il 27 gennaio 1972 padre Bernardino scrisse «una lettera ai Cardinali, agli Arcivescovi, ai vescovi, ad alcune personalità ecclesiastiche e laiche dell’Italia e di altre nazioni, chiedendo loro una lettera postulatoria da inviare al Santo Padre, perché Egli si degni di dare il nihil obstat per l’introduzione della Causa del P. Pio. Risposero: 19 cardinali, 58 arcivescovi, 133 vescovi, 43 ecclesiastici, 20 laici. Una delle prime, «la lettera della Conferenza episcopale della Polonia, è firmata da due Cardinali (Stefan Wyszynski, primate; e Karol Wojtyła, metropolita di Cracovia) e da 43 tra Arcivescovi e Vescovi» . Scritta a Jasna Góra con una comune macchina da scrivere manuale sulla carta intestata del Primate di Polonia, porta la data del 3 maggio 1972. Il testo, in latino, è stato pubblicato con la traduzione, che pubblichiamo di seguito, nel numero di dicembre 1978 di Voce di Padre Pio.

«Beatissimo Padre

Padre Pio da Pietrelcina, sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, può essere annoverato tra gli uomini consacrati a Dio, che, insigni per preclare virtù, sono morti in fama di santità.

Alcuni di noi hanno visto con i propri occhi Padre Pio e il suo apostolato; altri hanno attinto notizie da coloro che lo vedevano, lo ascoltavano e scrivevano di lui; tutti noi siamo persuasi della santità di vita e della speciale missione di quest’uomo di Chiesa.

Questo è provato dalla sua lunga vita esemplare, adorna di virtù, principalmente di continua preghiera con speciale devozione verso la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo e verso la Beatissima Vergine Maria, di diversi eroici sacrifici e di penitenza, di ammirevole apostolato, sgorgante dall’amore di Dio e del prossimo. Questa lunga vita esemplare è ben nota a tutto il mondo cristiano, anche nella nostra patria.

La sua fama di santità è confermata e comprovata dalle sue opere “Casa Sollievo della Sofferenza” e “Gruppi di Preghiera”, che sono in continua espansione ed apportano benéfici frutti sotto l’aspetto religioso e sociale, dalle diverse e molteplici grazie che i fedeli attribuiscono alla sua intercessione.

In quest’epoca nella quale, spesso, tante cose non vere e non rette si proclamano della vita religiosa, dell’apostolato dei religiosi, della dignità e dei doveri dei sacerdoti, la persona di Padre Pio, religioso e sacerdote a noi contemporaneo, col suo modo di vivere e con la sua attività, offre al mondo inquieto un ottimo e desiderato esemplare di uomo ripieno di Dio su questa terra.

Il Concilio Vaticano II richiede dai religiosi un apostolato che “essi sono tenuti a promuovere soprattutto con la preghiera, con le opere della penitenza e con l’esempio della loro vita” (Decreto “Christus Dominus” sull’ufficio pastorale dei Vescovi nella Chiesa, n. 33). Lo stesso Concilio richiede che “i Religiosi sacerdoti… siano provvidenziali collaboratori dell’Ordine episcopale… date le aumentate necessità delle anime (ibidem, n. 34).

Tutte queste cose sono palesemente manifeste in Padre Pio, uomo “diventato preghiera” e uomo di inenarrabili sacrifici per i peccatori: sacrifici che provenivano dalla retta cognizione dell’ufficio sacerdotale di cooperare con Cristo all’opera della redenzione, completando nella propria carne ciò che manca alle tribolazioni di Cristo, in vantaggio del Corpo di lui, che è la Chiesa (Col 1,24).

Tenendo presente tutto questo e considerando la fama di santità che anche in Polonia esiste e continua e che si manifesta specialmente nelle preghiere che i fedeli rivolgono a Dio per ottenere le grazie più diverse, per intercessione di Padre Pio, abbiamo ritenuto opportuno pregare la Santità Vostra, perché si degni di introdurre la Causa di Beatificazione e Canonizzazione di questo Servo di Dio, per la maggior gloria di Dio e per l’utilità della Santa Chiesa.

Prostrati ai piedi della Santità Vostra, chiediamo l’Apostolica benedizione».

Seguono le firme. La prima è quella del card. Stefan Wyszynski, arcivescovo metropolita di Varsavia e primate di Polonia. Poi c’è quella dell’arcivescovo metropolita di Cracovia, card. Karol Wojtyła, quindi quella degli altri pastori polacchi. Una frase del testo cattura l’attenzione: «Alcuni di noi hanno visto con i propri occhi Padre Pio e il suo apostolato». Non è noto se qualcuno degli altri vescovi abbia mai incontrato il santo Frate cappuccino. Sicuramente uno che aveva «visto con i propri occhi Padre Pio» era il cardinale Wojtyła. Pertanto dobbiamo ritenere che gran parte dei contenuti della lettera siano da attribuire a questo porporato. Ma l’aspetto più singolare di questa petizione, all’epoca indirizzata a Papa Paolo VI, è che poco più di sei anni dopo la richiesta sarebbe stata esaudita da uno dei firmatari, da quell’Arcivescovo di Cracovia, poi diventato Papa col nome di Giovanni Paolo II.

La imago thaumaturga Beatae Virginis Mariae Immaculatae Conceptae in Claro Monte, secondo una leggenda, sarebbe stata dipinta dalla mano dell’evangelista Luca, che aveva conosciuto personalmente la Madonna e, quindi, avrebbe avuto la possibilità di riprodurre fedelmente il suo vero volto. L’antichissima tavola è custodita a Jasna Góra, nel Santuario di Częstochowa, dal 1382 per volontà del principe Ladislao di Opole.

Nei prossimi giorni verrà diffuso un altro comunicato con il programma dettagliato della peregrinatio dell’icona pellegrina della Madonna di Częstochowa.