“Una terra benedetta dal sole e dalla luce”

L’unico promontorio della Puglia, proteso verso il mare, custodisce tesori naturalistici, storici e archeologici. Provare a stilare una lista delle cose da vedere nel Gargano è molto difficile. È una meraviglia da scoprire con lentezza, perdendosi tra le innumerevoli cose che assolutamente dovete fare: troverete percorsi naturalistici, grotte, castelli, santuari, laghi e boschi. Tutto il territorio è sotto la tutela del Parco Nazionale del Gargano al quale appartengono anche la Foresta Umbra, la riserva marina delle isole Tremiti e i laghi costieri di Lesina e di Varano.

La forma del territorio è caratterizzata dalla presenza di una serie di tre grandi terrazzi di natura calcarea, formatisi a seguito delle antiche e successive emersioni del mare del promontorio garganico, a loro volta modellati sia dall’erosione marina dell’epoca sia da quella, ancora in atto, dovuta alle acque piovane e agli altri elementi.

il primo di tali terrazzi costituisce l’altipiano interno (località “murge”, “chiancate”, “monte Calvo”) profondamente segnato dalla diffusa presenza di fenomeni carsici quali doline, ville cieche, grotte, nonché distese di campi a pietre.

Questo terrazzo, in gran parte ubicato ad altitudini superiori a 800 m.s.l.m., è delimitato verso sud da un crinale trasversale dominato dal monte più alto del Gargano – monte Calvo – mentre a nord discende verso il Lago di Varano.

Il secondo terrazzo è quello che ospita il centro abitato di San Giovanni Rotondo e, nel settore orientale, le imponenti depressioni di “Pantano” e di “Campolato”, nelle quali sono ubicati l’alveo dell’ex lago di Sant’Egidio e la grava di Campolato. 

Questo terrazzo degrada verso il primo, presentando degli spettacolari valloni, che ne fanno una zona unica, sia per il paesaggio che per gli habitat. Questa zona è attraversata anche dai vescchi tratturi che consentivano gli spostamenti delle greggi dall’Abruzzo alla Capitanata e viceversa.

Scendendo verso il Tavoliere si incontrano i versanti delle località “Costarelle” e “Santa Lucia”, ricoperti di vegetazione macchiosa ad Olivastro, per poi giungere alla pianura, caratterizzata da una vasta trama di campi coltivati.